18 - Sant'Antonio Abbandonato rifugio Zucco (G.E.S.P.)

    Oggi a Sant’Antonio Abbandonato si può arrivare comodamente con automezzi da Zogno come da Brembilla, ma un tempo, quando la piccola frazione di Brembilla era collegata con il fondovalle solo da mulattiere, la gente che viveva lassù, a quasi mille metri sul crinale tra la Valle Brembana e la Valle Brembilla, poteva anche sentirsi isolata, abbandonata con il loro Santo. Salendo da Zogno, quando, dopo gli ultimi tornanti, appare la bella chiesa parrocchiale con le poche case allineate sulla costa panoramica, si ha la percezione viva di essere arrivati in un posto tranquillo e sereno. Parcheggiate le automobili sullo slargo che si trova appena dopo il bar “Il Cacciatore”, si ritorna indietro per circa 60 metri, là dove parte la mulattiera che sale alle case di Prisa Bassa (1023 m). Da questo punto il percorso, che si sviluppa sul versante brembano, è segnato con bolli gialli. In circa 15’ si raggiungono le case suddette (si può fare rifornimento d’acqua). Sempre seguendo i bolli gialli che indicano dove passare, si arriva ad una casetta vicino alla quale c’è un abbeveratoio. Si prosegue seguendo la scritta che indica la direzione verso il rifugio. Si va a sinistra, seguendo il sentiero che in leggera salita entra nel bosco di faggi e roveri, fino ad un bivio, qui si piega a destra per attraversare, prima in piano e poi in salita, una valletta; passando vicino ad un ex casello di caccia, ora piccolo rifugio del C.A.I. di Zogno, si giunge alla cascina dei Foppi. Aggirata la cascina, il sentiero cintato da siepi, risale il pendio prativo; sulla sinistra attira l’attenzione una piccola cappella tinteggiata di rosa. Passiamo di fianco ad un casolare. Entriamo ora nel bosco. Raggiungiamo ora un segnavia che ci indica la direzione verso il rifugio. Ora l’ambiente cambia notevolmente: dall’ombroso bosco si entra in un piccolo parco naturale con alti faggi, che crescono tra fantastiche formazioni di roccia e verdi prati molto curati. Il sentiero, un vialetto fiancheggiato da alberi, attraversa questo luogo bellissimo, fino alla conca dove sorge il rifugio Zucco, una ex baita ristrutturata, gestito direttamente dai soci del G.E.S.P. (1150 m. 1h 15’ dalla partenza). Il ritorno si compie lungo l’itinerario dell’andata. Durante la discesa i tratti lastricati del percorso, se bagnati, richiedono un po’ di attenzione, perché possono risultare scivolosi.

     

    Difficoltà escursionistiche
    Accesso stradale

    Via Sant'Antonio
    45,8087° N, 9,6355° E
    24019 Sant'Antonio Abbandonato - Zogno BG
    Italia

    Punto inizio escursione
    Bar Cacciatore, Sant'Antonio Abbandonato (987 m.)
    Caratteristiche area parcheggio
    Fondo asfaltato
    Lunghezza e tempi di percorrenza
    Lunghezza
    4.20 Km
    Andata
    01:10
    Ritorno
    01:10
    Per i percorsi ad anello è inserito il solo tempo di andata
    Dislivelli
    Salita
    160 m
    Discesa
    160 m
    Pendenze massime
    Longitudinale
    10 %
    Larghezze
    Media
    2 m
    Minima
    1 m
    Ostacoli
    Gradini
    No
    Presenza di curve a gomito
    No
    Punti pericolosi per caduta nel vuoto
    No
    Caratteristiche prevalenti del fondo
    Terra compatta
    Erba
    Sassi
    Presenza di servizi lungo il sentiero/percorso o nei pressi
    Acqua sul percorso
    Posti di ristoro
    Aree di sosta attrezzate
    No
    Bagno accessibile
    No
    Grado di protezione dal sole
    Buono
    Presenza segnaletica
    Elementi di interesse naturalistico, storico, artistico
    Monte Zucco
    Periodo consigliato
    Tutto l'anno
    Grado di accessibilità
    Disabilità non motoria, percorso con qualche difficoltà  Disabilità non motoria, percorso con qualche difficoltà
    Allegati